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Hotel camere di riflessione di Mino Pica (Lupo editore)

by on May 21, 2013

hotel

 

Un uomo si ferma davanti alla porta automatica, posa i bagagli per terra nell’attesa che si apra. Poi varca l’ingresso e con lo sguardo cerca di orientarsi per individuare la reception. Individuato il personale di ricevimento, che cordialmente lo attende con un sorriso, attraversa con un passo deciso la hall ed è lì, pronto a prendere possesso della sua camera, del suo spazio di isolamento, del suo angolo di separazione dal mondo e dalla confusione. Consegna il documento. Si prendono la sua identità. Gliela restituiranno alla fine del soggiorno. Ma quell’uomo non ne ha bisogno, perché in quell’hotel lui sta cercando di riappropriarsi proprio di se stesso. Hotel è la metafora dell’esistenza umana. Hotel è un viaggio dentro se stessi, alla ricerca di un recesso in cui possa albergare lo spirito umano che ha bisogno di ritrovare la sua essenza. Mino Pica ci porta in giro per il suo ostello e ci invita ad aprire le porte delle camere della sua anima. Ogni angolo della costruzione è uno spazio nuovo, una storia nuova, una riflessione. L’autore raccoglie il suo zibaldone di pensieri e li affida al viaggiatore, al portiere di notte, al cameriere del bar, alla guardarobiera e all’inserviente. Spaziando in tematiche differenti e disparate (il silenzio, la noia, la solitudine e la moltitudine, gli affanni, le illusioni, i doveri imposti dalla società, il tempo, le attese, le speranze, l’incalzare degli anni), Mino Pica si dimostra abile locandiere e cortese ospite che dona tutto se stesso a quanti hanno voglia di ascoltare la sua storia. Con una prosa spesso liricheggiante egli usa la parola per prospettare ai suoi clienti orizzonti di senso. Orizzonti che parlano dell’oggi, di ciò che siamo, di ciò che stiamo diventando, di ciò che saremo. Hotel diventa così un nome con una muta davanti, dove l’io, però, non può restare a lungo senza parole. Vi auguriamo un piacevole soggiorno.

 

Mino Pica nasce a Brindisi nel 1982. Nel 2005 si laurea in scienze della comunicazione e nel 2008 entra nell’ordine dei giornalisti pubblicisti. Collabora con il «Nuovo Quotidiano di Puglia» e con Puglia Tv. Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo di narrativa, L’attesa dell’attesa. Colleziona diverse collaborazioni con giornali, riviste e tv, nel filo di un legame col giornalismo nato già nel 1995, in radio. Ascolta la musica a 360 gradi, da Ludovico Einaudi agli Slipknot e, oltre a sostenere le attività di diverse associazioni culturali, ha contribuito alla realizzazione di contesti musicali per band di un territorio a cui è profondamente legato. Mal digerisce la superficialità, i luoghi comuni e le ferme convinzioni. Ama il silenzio, la semplicità e lo spazio ed il tempo dedicato ai sensi.

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