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Razzismo? No problem

by on June 1, 2013

Gente della Juve

Australia, partita di football: una ragazzina di 13 anni insulta, chiamandolo scimmia, un giocatore di origini aborigene della squadra avversaria. Questi, tale Adam Goodes, si gira, va verso le tribune ed indica da dove è partito l’insulto. Gentilmente, ma prontamente, la ragazzina viene accompagnata all’esterno, visibilmente dispiaciuta e coperta da urla di disapprovazione dei presenti. La storia ha un lieto fine: l’offeso non sporge denuncia, vista la tenera età della protagonista e questa invia una lettera di scuse. La lezione sarà difficile da dimenticare. Spostiamoci di qualche chilometro e fermiamoci, ad esempio, in Italia. Qua, orde di individui ben più avanti con gli anni, dovrebbero essere costretti ad uscire “a saltelli”; qua stiamo discutendo se sia giusto che l’offeso lasci o meno il terreno di gioco, se sia giusto sospendere la partita. Andiamo in leggera controtendenza, ma ovviamente per ragioni di business non avremo mai il coraggio di sospendere nessuna…

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