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LA GRANDE BELLEZZA

by on June 4, 2013

Camilla Marzocchi

grande-bellezza-verdone-e-servilloIl vestito più bello per coprire un corpo svuotato, segretamente preoccupato di non essere all’altezza dell’abito che porta e minacciato dall’implacabile occhio degli altri, pronti a coglierlo in fallo: la grande bellezza sembra allora l’unica maschera possibile per tutti i personaggi.

Nel suo ennesimo incredibile lavoro, Sorrentino riesce di nuovo a descrivere una fetta di umanità in modo profondissimo, senza descriverla affatto.  Gli dà vita, la lascia libera di raccontarsi nel modo peggiore, ma osservandone sempre le sofferenze e contraddizioni.

Seguire Servillo mentre cammina e fuma sul lungotevere alle prime luci dell’alba e poter sentire quello che sta pensando è il vero miracolo che un bravo sceneggiatore riesce a realizzare.

Nessuna parola, solo l’intuizione nascosta dietro quei passi.

Tra la moltitudine di considerazioni possibili, mi ha colpito una caratteristica del modo che ha Sorrentino di raccontare le cose, per via forse del legame che colgo con il mio lavoro: l’ammirazione…

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